Pesca

Il pesco è probabilmente originario della Cina (secondo alcuni del Medio Oriente-Persia), dove lo si può ancora rinvenire allo stato selvatico. L’introduzione del pesco in Europa viene da alcuni attribuita ad Alessandro Magno a seguito delle sue spedizioni contro i Persiani, secondo altri i Greci lo avrebbero introdotto dall’Egitto.
Viene coltivato in molti Stati nelle zone con clima temperato mite. A livello mondiale i maggiori produttori sono gli Stati Uniti, seguiti dall’Italia, Spagna, Grecia, Cina, Francia e Argentina. In Italia le regioni maggiori produttrici sono l’Emilia-Romagna (circa 1/3 della produzione), Campania (1/4), Veneto e Lazio.

Il pesco appartiene alla famiglia delle Rosaceae, tribù delle Amigdaleae, sezione delle Prunoidee , genere Persica, specie vulgaris. Secondo altri studiosi apparterrebbe al genere Prunus (specie persica), come l’albicocco, il ciliegio, il mandorlo e il susino. Il pesco comune è un albero di modeste dimensioni, alto fino a circa 8 metri. Il nocciolo di pesco contiene perciò un solo seme (o mandorla) solcato profondamente che è di sapore amaro.

I frutti (le pesche) sono drupe carnose, tondeggianti, solcate longitudinalmente da un lato, coperte da una buccia tomentosa (pesche propriamente dette) o glabra (pesche-noci o nettarine) di vario colore. La polpa è succulenta, di sapore zuccherino più o meno acidulo, di color bianco, giallo o verdastro. La pesca ha una tipica consistenza polposa e succosa che è dovuta all’elevato contenuto in acqua ed alla presenza di pectina. Tra le varietà più comuni vanno citate la pesca gialla, la pesca bianca, la nettarina o pesca noce, la percoca, la merendella, la pesca saturnina o tabacchiera.

La maturazione dei frutti avviene tra la prima e la seconda decade di maggio nelle zone meridionali, fino alla fine di settembre per le cultivar più tardive.

La pesca oltre che essere consumata allo stato fresco in numerose preparazioni è largamente utilizzata nella produzione di marmellate, succhi e pesche sciroppate, pesche essiccate, mostarda e canditi, frutti al brandy, alcool. In Italia l’industria conserviera di pesche occupa un posto di primo piano.

La pesca è un frutto rivitalizzante, ha un buon contenuto di vitamine A e C e proprietà lassative e diuretiche. Svolge un’azione depurativa che si manifesta con l’incremento della funzionalità dei reni e dell’intestino. È uno dei frutti meglio tollerati dallo stomaco, consigliata persino nelle alterazioni della funzione digestiva. È particolarmente indicata per chi soffre di disturbi artritici e gottosi. Viene utilizzata anche in cosmesi, particolarmente indicata per la cura del viso e dei capelli.

Il consorzio